Alfa 75 3000. Milo e La Nera

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Alfa 75 3000 bialbero.it

Milo e La Nera

L’Alfa 75 3000 di Milo Moghini ci ha colpito non poco. Milo è un nostro fan, e nelle scorse settimane non abbiamo potuto non notare la sua “Nera”.

Il nostro, che vive a Lugano, ha trascorsi da meccanico di barche. Incuriositi dalla 75, gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia, ed eccola qua. Buona lettura.

Due 75 per me posson bastare…

La sua prima macchina è stata una BMW e36 320i che è durata un anno, giusto il tempo di rompere il differenziale in gara. Per essere quindi abbandonata. Ciao 320.

L’incrocio di Milo con Alfa Romeo avviene grazie a un’amica che gli fa provare la sua 75 1.8 Indy. Il primo approccio è buono: il bialbero convince, il resto lo fanno il suo tipico suono e quello degli scoppiettii in rilascio.

La sua storia si incrocia intanto con quella di Loris Luraschi, un altro soggetto con il vizio pesante delle macchine. Aveva due Alfa 75 3000 America in vendita: una rossa e una nera.

Milo prova l’Alfa 75 rossa, e se ne innamora per il motore corposo. La coppia e l’erogazione del Busso hanno fatto un’altra vittima…

Ma anche la 75 3000 nera, stradale ma completamente svuotata degli interni originali, non passa inosservata. Usata principalmente per il drifting, montava sedili da corsa, cinture a 4 punti e roll bar. L’assetto era stato rivisto per ridurre il rollìo tipico delle 75 originali e montava i paraurti della twin spark, più leggeri.

Indeciso su quale comprare, Milo taglia la testa al Biscione e le prende entrambe.

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Scansatevi.

In Svizzera le macchine possono circolare anche montando roll bar e sedili da gara: superando una verifica tecnica, le si può usare su strada.

Milo inizia così a usare l’ Alfa 75 3000 nera come macchina per tutti i giorni, dai 19 fino ai 22 anni.

Ma è momento di svolte ancor più radicali, per il nostro. Finita l’esperienza da meccanico, arriva l’iscrizione alla scuola di economia. Di questa rimarrà memorabile il primo giorno: parcheggiata la Nera davanti scuola, Milo si ritrova gli occhi dei presenti addosso. Stavano tutti cercando di capire con “cosa” fosse arrivato a destinazione…

Le modifiche apportate in seguito sono state minime: qualche aggiustamento all’assetto e poco più. La prima volta della Nera in pista è stata a Varano, in una gara di regolarità.

87 75

La ricerca di parti di ricambio, nel frattempo, porta sulla strada di Milo e della sua Nera una persona con la quale coltiva una sana amicizia. Con Raffaele Rusca si incontrano spesso in pista a fare drift, soprattutto a Castelletto di Branduzzo. Nel 2016 i due uniscono le forze, con Milo nella duplice veste di autista e meccanico di Raffaele.

Insieme affrontano il Campionato Europeo di drift in salita, il King of Touge. Tra i tornanti di Francia, Polonia e Ungheria, arriva la seconda piazza assoluta, grazie anche al lavoro di Milo su quella e36 con sotto un V8 Chevrolet da 500 cavalli. Ma Raffaele rimane comunque un fulminato Alfa 75: ad oggi, ne ha possedute ottantasette. 87.

O T T A N T A S E T T E S E T T A N T A C I N Q U E.

(Raffaele è un altro che ci piacerebbe avere tra i nostri, ndr.)

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Alfa 75 3000 Busso

Nel frattempo, Milo si procura un’altra Alfa 75 3000 che userà come donatrice e inizia a rifare il motore che attualmente equipaggia La Nera. Il budget non è però illimitato e il lavoro dura circa 1 anno.

A gennaio 2013 inizia il lavoro pesante. Smontati interni e motore, si riparte dalla carrozzeria portata a nudo. Riverniciati gli interni, il cruscotto originale finisce ben presto sulle alpi svizzere a vendere Ricola. Al suo posto, un nuovo e più piccolo porta strumenti artigianale. Via le lamiere interne delle portiere per montare vetri in plexiglass, kit carrozzeria Evoluzione, varie parti in fibra. Una volta riverniciato il tutto rigorosamente di nero, La Nera è pronta per accogliere il Busso precedentemente preparato.

Nati per le piste

Intanto, per finanziare il lavoro sulla Nera, Nilo trova e rivende dopo poche settimane una 75 Turbo. Dopo due anni di lavori, nel 2015, La Nera vede finalmente la pista di Castelletto. Nel frattempo, l’auto di tutti i giorni è la 75 rossa prima, e una 156 2.5 V6 dopo. Gran motore (grazie anche alll’airbox modificato), ma scarso feeling di guida. Milo non sembra digerire la dinamica della tutto avanti che quest’anno compie 20 anni (Auguri 156, ndr.)

La Nera, intanto, gira sempre meno per via di noie al motore che la costringono a uno stop. Entrata in officina, ne riesce col guasto risolto e con in più una bombola di NOS nel bagagliaio.

Ma anche questa volta passa del tempo, e da fermi i freni posteriori si bloccano proprio lì, all’uscita del differenziale…

Via quindi anche le pinze originali: Milo si inventa e salda un supporto per montarne di nuove in posizione più esterna, vicino al cerchio.

Alfa 75 3000 bialbero.it

La Nera che vince

Arriviamo così al 2017: tra pause e impegni Milo gira poco, ma non si fa mancare la prima gara del Time Attack a Imola. Per motivi di lavoro è costretto a partire il sabato notte, per presentarsi il giorno dopo all’Enzo e Dino Ferrari. Appena in tempo per il briefing.

I saliscendi, il pelo delle Acque Minerali e le palle da mettere sul piatto per staccare in fondo alla prima delle Rivazza esaltano il nostro e la sua Nera.

Nonostante le zero ore di sonno tengono agevolmente il passo di una Porsche, fino quasi a volerle dare una mozzicata nelle chiappe alla fine di quello che fu (Sigh, ndr.) il leggendario Tamburello.

O meglio, finché l’impianto frenante non decide di arrendersi ai ritmi infernali di Imola, lasciando entrambi in balìa del pedale floscio a fondo corsa.

Un rinfrescante bagno nella ghiaia della Tosa e si riparte, sorriso d’ordinanza da scampato suicidio stampato in faccia, alla conquista del primo posto di categoria. Nonostante il differenziale saldato. Ma per gente come Milo, si sa, il divertimento inizia dal retrotreno. Che ci devo fare con l’autobloccante? Vuoi farmi litigare col gommista?

Lugano addio. Anzi, arrivderci

L’esperienza imolese convince Milo a proseguire il campionato, oltre a qualche turno libero per puro divertimento. Nel frattempo, La Nera si rifà il lifting dietro: Non è più una signorina da drifting e non sta bene sculettare come una biscia, quando si cerca il tempo.

Magari li incontreremo, magari in pista, per raccontarvi dal vivo quanto è cattiva La Nera.

Anzi, magari sarà proprio lei a urlare per voi…

 

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