Fred & Bo – La Montreal di Federico De Franceschi

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Federico De Franceschi e la sua Montreal

Potrei dirvi che è uno sporco lavoro, che qualcuno deve pur farlo, e via dicendo. Ma preferisco realizzare che alla guida di una Montreal, prima o poi, avrei dovuto finirci.

L’esemplare in prova è uno dei primi a essere consegnato, e appartiene a Federico De Franceschi. Federico (o meglio, Fred) è un ingegnere con origini laziali che vive ormai da qualche anno ad Ancona.

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L’amore per questa vettura l’ha portato a una serie infinita di interventi. Ogni angolo di Bo (così ama chiamare la sua Montreal) è stato sottoposto a verifica, e se necessario ad interventi di ripristino.

Il risultato è una genuina Alfa Romeo Montreal originale fino all’ultimo bullone (ma c’è un ma… da leggere in fondo), la cui cura (e anche l’esasperante ricerca) è stata documentata da Fred nel suo blog Leilog.

Se avete qualche ora di tempo a disposizione, potete perdervi in una catalogazione infinita degli interventi fatti a Bo visitando il Leilog

Cos’è l’Alfa Romeo Montreal?

Il suo V8 di derivazione Alfa 33 Stradale è un violino. L’iniezione Spica, se ben tarata come quella in prova, è un concerto di regolarità. L’8 cilindri borbotta ai bassi senza lasciarti mai da solo, riprende da ogni zona del contagiri senza il minimo indugio, si apre ai medi ed è pronto a ruggire se gli chiedi tutto quello che può.

montreal-bialberoAll’interno è una specie di salotto dove si discute con un neanche ben malcelato snobismo di nuove tratte di schiavi interstellari. Il cofano, lunghissimo, mostra fiero gobbe sinuose a indicarti la direzione, se ammirato dal posto guida. Il volante, enorme, richiama tuttavia nella sua forma a calice le origini sportive della Casa.

Ma ti impone di trattare la Montreal per quello che è: una superba Gt con la puzza sotto al naso. E per mascherarla, morbidi e rigorosi ornamenti in skai e tessuto ti riempiono prepotenti pori e narici di una infinita gamma di profumi. Italian taste.

La Montreal odora di “Perché io so io, e voi non siete un cazzo“.
E una volta sceso, sai di Montreal.

Gandini ha ben pensato di assemblare questa sinfonia di spigoli e curve tenute insieme da un sopraffino suicidio concettuale di raccordi che mai, e in nessun altro posto dell’universo, avrebbero potuto assumere il briciolo di un senso, intorno al pianale della Giulia Gt.

Poi qualcuno ha pensato di montarci sotto l’ 8 cilindri a V preso da una leggenda a quattro ruote, la 33 Stradale, per destinare il tutto alla strada. Follìa.

alfa romeo montral bialbero.it
Con lei sei il Signore del bitume
, e senza alcun margine di errore, in guida notturna ricordo di aver seriamente sperato di poter incontrare Diabolik, per dargli senza vergogna del principiante. A lui, e alla sua E-Type, con buona pace anche di Enzo Ferrari che ai tempi la definì la macchina più bella mai costruita

Un’auto che devi prima imparare a guardare, una specie di monolite piombato dal futuro che devi saper capire. Bisogna comprenderne l’essenza per arrivare solo dopo qualche ora a poter pensare “ok, vediamo come stai in strada“.

E come potrebbe stare in strada il telaio di una Giulia Gt, col v8 derivato dalla 33 Stradale, collegato a un ponte rigido che sa tanto di “Alla prossima sgasata ti porto in un fosso”, da un cambio ZF preciso e secco come una Wakizashi, che definire mascolino sarebbe come dare del “femminuccia” a Rocco Siffredi?

paolo-sorgi-alfa-romeo-montreal-e-4cPoi, la mattina seguente, ho realizzato cosa ho avuto tra le mani la notte in cui l’ho guidata per la prima volta: Anarchia Aristocratica Stradale.

Nota ai più come Alfa Romeo Montreal

Questo piccolo documentario lo dedico con affetto a Federico, paziente e preparatissimo Alfista, che ha tenuto duro durante i 4 giorni di riprese, ma soprattutto ha saputo capire perché ci sia voluto un anno intero, prima di vedere il filmato.

Infine, due righe su di lei, Bo. Non è un’auto qualsiasi, è un’Alfa. E da brava Alfa, ha un’anima. La sua, però, è un’anima snob, e da brava aristocratica (Alberto Sordi non sta lì a caso…) ha deciso di lasciarci a piedi nel bel mezzo delle riprese.

O meglio, una delle due pompe benzina ha iniziato a darci qualche grattacapo…

paolo-sorgi-bialbero.it-alfa-romeo-montrealRisultato? ci siamo trovati con la Montreal che perdeva benzina e il motore che non riusciva a salire con decisione nella zona pornografica del contagiri. Altrimenti avremmo girato decisamente più in alto… Ma Bo è così: ha deciso che non voleva correre, e tanto è stato.

Attualmente Bo è ricoverata: al termine delle riprese, Federico ha scoperto delle piccole imperfezioni nella zona del lunotto posteriore, e a un esame più approfondito è iniziato un lungo ciclo di restauro della carrozzeria ancora in corso.

Cara Bo, ti auguro una pronta guarigione, perché abbiamo ancora qualcosa da dirci, tu e io… magari intorno ai 6000 giri.

Paolo Sorgi

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