Le radici dell’ Alfasud, di Damiano Sgarella

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L’idea Alfasud nasce nel 1967: l’Alfa decise di “buttarsi” su una vettura di piccole dimensioni, molto più economica della Giulia, nel segmento diFiat 128 e Opel Kadett.
Giuseppe Luraghi chiama a rapporto Rudolf Hruska. “Dobbiamo creare una società d’ingegneria per progettare una nuova industria. E’ opportuno che lei per ora non sappia nulla di più, ma posso dirle che sarà una cosa molto bella per Lei. Venga con noi, le affiderò la responsabilità della nuova società”.

Alfasud: carta bianca per Hruska

Luraghi assegnò a Hruska un ragazzo e una dattilografa. Alla sua richiesta di personale tecnico preparato rispose che avrebbe dovuto risolvere da sé il problema.
Hruska si tuffò sul progetto della vettura: le forme dell’ Alfasud iniziano a prendere vita.
Partì dal motore, che doveva essere un 4 cilindri Boxer, ma non certo per un retaggio della sua esperienza in Porsche. Il 2C nacque per competere nel segmento prefissato, ma che si ponesse un gradino sopra per spazio, confort e prestazioni.

La classe operaia va in paradiso. In Alfasud

Con l’acquisizione della Ford France, la Simca ne aveva rilevato anche tutto il personale. Grazie alle competenze “fordiste”, la casa francese era arrivata a una produzione di 1200 auto al giorno, con costi molto più contenuti rispetto agli standard Fiat.
Quando Chrysler comprò Simca, vi collocò il proprio personale, lasciando però da parte quello della Ford. Hruska fu così in grado di assumere gli ex dirigenti Simca (addestrati a loro volta dalla Ford). Portò con sé direttori della produzione, dell’organizzazione, dell’amministrazione. Tutti molto utili per la progettazione e messa a punto del nuovo stabilimento a Pomigliano d’Arco, dove la nuova Alfasud avrebbe preso vita di lì a poco.

L’Alfa della lotta di classe

Non appena Luraghi diede il benestare per le assunzioni, Hruska affidò a Giugiaro i suoi bozzetti della carrozzeria. La linea della coda, tuttavia, rimane un’idea di Hruska. Fu pensata per aumentare le capacità del bagagliaio.
La produzione cominciò nel 1972: una nuova vettura in un nuovo stabilimento.
Le agitazioni sindacali costarono allo stabilimento di Pomigliano un discreto monte ore di fermo. Il progetto, tuttavia, vide la luce con soli tre mesi di ritardo. Praticamente un record, se si guarda alla situazione del momento.
Come accadde già per la Giulietta al Portello, tutto funzionò bene perchè (ricorda Hruska) egli doveva rispondere a una sola persona: Giuseppe Luraghi. Senza registrare complicazioni con altri dirigenti dell’Alfa Romeo o con la burocrazia governativa.
L’intero progetto Alfasud (vettura e stabilimento) venne portato a termine con un risparmio di 25 miliardi di lire rispetto ai 300 preventivati.

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