Dalla Grande Guerra al Quadrifoglio Verde

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Dalla Grande Guerra al Quadrifoglio Verde

 

1919-20 Riparte la commercializzazione delle 15/20HP, prodotte in parte prima della guerra e quindi contrassegnate ancora dalla vecchia denominazione aziendale. Nel 1919 il nuovo marchio esordisce nelle competizioni, posto su una versione da competizione della 40-60HP iscritta alla Targa Florio.

1921 Viene presentata la G1: il modello che dovrà sostituire la 20-30HP. Vettura di alta gamma che non troverà successo in patria, anche a causa dell’imposizione fiscale che penalizza le grosse cubature. Gli esemplari prodotti (50 in tutto) verranno venduti tutti in Australia.

Comincia la seconda crisi della casa del Portello e la prima dell’ALFA Romeo. Per tentare di risollevare le economie aziendali viene presentata l’Alfa Romeo RL, un modello di cilindrata ridotta che oltre ad ampliare la gamma ed a rivolgersi ad un pubblico più vasto, rispetta le nuove regole per l’ iscrizione ai Gran Premi. Ma nemmeno questo sarà sufficiente. Nel 1921 la situazione economica dell’azienda  non è florida, anche a causa della gestione di Romeo, che per far fronte ai problemi generati dalla mancanza di organizzazione strategica ed al basso numero di veicoli venduti comincia ad indebitarsi con le banche fino a che, nel 1921, la Banca Italiana di Sconto fallisce e viene rilevata dalla Banca d’Italia. Le aziende indebitate (ALFA Romeo inclusa), vennero di fatto nazionalizzate.

 

1922 Nel 1922 sale al potere Benito Mussolini, che da subito mette in atto una politica restrittiva nei confronti della spesa pubblica e la crisi dell’ Alfa Romeo, che si vede ridotta l’accesso al credito, esplode, tanto che ne viene ipotizzata la chiusura. Mussolini tuttavia, vede nella Casa del Portello un motivo di orgoglio nazionale derivante dai suoi successi sportivi e decide che l’ALFA deve essere salvata.

Alfa Romeo RL Targa Florio Ugo Sivocci bialbero.it1923-24-25 Nel 1923 fa la sua comparsa, sulla RL, il mitico quadrifoglio: Ugo Sivocci applicò alla sua vettura un grande quadrifoglio verde, su una base quadrata bianca, per coprire il numero 17 che gli era stato assegnato e conquistò la sua prima vittoria in carriera vincendo la Targa Florio del 1923, sfatando il “mito sfortunato” che lo voleva eterno secondo. Da allora il quadrifoglio identificherà le vetture da competizione ed i modelli più sportivi del biscione. Ma con un significato in più.

Della RL esistono diverse configurazioni ed elaborazioni: versione “Normale” dal 1922 al 1923 (prima e seconda serie) e successivamente dal 1924 al 1925 (terza, quarta e quinta serie). La RL “Sport” va dal 1922 al 1925 (dalla prima alla quinta serie), mentre la RL “Turismo” (sesta e settima serie) dal 1925 al 1927. Anche la RL “Super Sport” viene prodotta dal 1925 al 1927 (sesta e settima serie)

Alfa Romeo P1 incidente sivocci bialbero.itL’8 settembre 1923, durante le prove per il 1° Gran Premio Europeo,   la P1 di Sivocci, entrata senza il quadrifoglio, esce di pista e nello schianto Sivocci perde la vita. Le Alfa Romeo vengono ritirate dalla competizione e gli altri membri della squadra decidono di rimuovere uno dei lati del fondo bianco del quadrifoglio, in memoria dell’amico scomparso, dando origine così al famoso quadrifoglio iscritto nel triangolo.

La morte di Sivocci, forse in maniera pretestuosa, viene imputata a Merosi che pertanto, viene allontanato. Al suo posto, con la mediazione di uno dei piloti della Squadra Corse, un signore di nome Enzo Ferrari, arriva Vittorio Jano, la cui prima creazione in ALFA Romeo, la Tipo P2, segnerà pagine importanti della storia del marchio, vincendo fin dall’esordio, avvenuto in anteprima al Gran Premio di Cremona nel 1924 (l’auto sarà infatti presentata l’anno successivo).

Alfa Romeo P2 bialbero.itEquipaggiata con un motore ad 8 cilindri in linea, il primo della storia del Marchio, di 1987 cc con basamento e coppa in lega leggera, distribuzione bialbero a camme in testa, alimentazione a carburatore singolo (aggiornato con l’aggiunta di un secondo carburatore  in pochissimo tempo) e sovralimentato da un compressore a 2 lobi Roots, che permettono di raggiungere una potenza che va dai 140 CV della prima versione, ai 175 dell’ultima evoluzione datata 1930, la P2 vince praticamente tutto. Tra il 1924 ed il 1930 le sue vittorie comprendono: la Targa Florio, la Coppa Acerbo ed il Primo Campionato del Mondo di Automobilismo.

Il 1925 è anche l’anno di uscita dall’Azienda di Nicola Romeo, che per volontà della gestione statale viene sostituito da Pasquale Gallo. Nel frattempo, la produzione non si ferma ed esce l’Alfa Romeo RM Unificata: una versione leggermente allungata della RM Normale – Sport presentata nel 1923. La RM presenta diverse soluzioni prese “in prestito” dalla sorella maggiore RL, ed ottiene sin da subito un buon successo commerciale e nelle competizioni.

Alfa Romeo RM bialbero.it

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