E brava Giulia… i Cannata e le Alfa, di generazione in generazione.

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164 Q4 di famiglia Cannata bialbero.it

 

I Cannata e le Alfa, una storia di famiglia.

 

Antonino “Ninni” Cannata si racconta su Bialbero. 

Mio padre è sempre stato uno dal piede pesante. E si sa, chi ha questa caratteristica, generalmente ha la passione per le auto sportive. In casa nostra l’auto sportiva si chiama Alfa Romeo, sin dal 1972.

Già, è stato quello l’anno dove tutto ha avuto inizio. Mio padre, fresco trentenne con un impiego all’Enel e nessun altro pensiero, porta a casa (dei suoi) una meravigliosa Giulia 1.3 Super, nuova di stecca. In realtà non era un guidatore di primo pelo, dato che  aveva già posseduto una Fiat 500 F prima ed una Innocenti Mini Cooper MK1 poi.

La Giulia però lo strega, viene morso da quel Biscione a noi tanto caro che gli trasmette inevitabilmente il Virus Alfa. Gli anni passano, si sposa con mia madre (sempre in Giulia) nel 1975 e, nel 1977 nasco io.


Nel 1982 nasce mia sorella, e per motivi di lavoro, mio padre vende la Giulia. All’epoca avevo 5 anni: pochi per guidarla, ma abbastanza per rimanerne folgorato. Mio padre ha l’esigenza di percorrere parecchi chilometri e quindi l’unica soluzione è quella di passare al diesel… ma sempre Alfa! Arriva così in famiglia la Giulietta 2.0 Turbodiesel. Un trattore (nel senso buono) inarrestabile! Fino al 1990, anno in cui la vende, percorre con lei circa 350mila km  senza tanti problemi. Io e mia sorella ci passeremo l’infanzia dentro quell’abitacolo. E anche se non potentissimo, il VM di Cento permetteva di farci divertire sulle tortuose strade dell’entroterra palermitano.

Ma ormai la Giulietta ha dato quello che doveva e siccome c’è anche da pensare alla casa in costruzione, per un po ci si dovrà accontentare di una Fiat Uno 45 S.
Il tempo passa, ma la voglia di avere un’Alfa in garage, no. Siamo nel 1997 e a mio padre, stanco della Uno, viene il pallino della 164. Ma non di una qualsiasi, lui vuole LA 164 e quindi comincia a mettersi alla ricerca di una Q4. All’epoca, Autoscout24 non era ancora nato. Si andava spesso in edicola a comprare Autosupermarket. Se vedevi un annuncio interessante, dato che gli smartphone, facebook e wahtsapp erano ancora un miraggio, dovevi prendere un treno o un aereo per andare a visionare l’auto di persona. La trova! O almeno pensa sia quella giusta. È un esemplare del 1994 e dalla foto sembrerebbe bella. Prenota il biglietto aereo Palermo-Bari (solo andata… per me era già convinto di prenderla) e dopo 3 giorni si presenta a casa con questo missile terra/aria travestito da ammiraglia. Un ragazzo di 20 anni con la passione per le Alfa Romeo che si vede arrivare il padre a bordo di una 164 Q4 la prima cosa che dice è: voglio provarla! Mio padre mi accontenta con riserva: “Falle un graffio e ti strappo le palle!”. È giusto, penso. Abbiamo in comune il piede destro… Quella macchina, ma soprattutto quel motore… Una melodia, un canto celestiale! Docile ai bassi regimi e terribilmente incazzata dai 4000 in su… Inebriante!


Arriviamo all’anno 2000. Conosco la ragazza che è adesso mia moglie e nel frattempo vinco un concorso a Modena come autista di pullman. Morale, a novembre dello stesso anno, vado via dal paesino per trasferisrmi nella “Motor Valley”. Siamo nel 2004 e cominciano i preparativi per il mio matrimonio che si celebrerà il 26 luglio sempre in Sicilia. Il pallino è quello di sposarmi con la Giulia appartenuta a mio padre: mi metto alla ricerca. Tra un passaparola e una visura al PRA, la trovo! La macchina è a S.Giuseppe Vesuviano (NA) e il proprietario per telefono mi spiega che è bellissima e non ci sono lavori da eseguire. Prendo la mia Punto e mi fiondo da Modena sulla A1 in direzione Napoli. Appena la vedo, ho subito un colpo al cuore.  La macchina è un disastro! Ruggine dappertutto, ammaccature varie e chissà poi la meccanica! Tutta da rifare. E purtroppo non ci sono né i soldi e neanche il tempo per prenderla e restaurarla entro luglio. Riprendo l’autostrada e col cuore a pezzi, torno a Modena.

Arriva il 26 luglio e la Q4 si offre con tutta la sua sportiva eleganza, a portarci all’altare. Poi, il buio sotto un telo nel garage (non ho mai saputo perchè) fino al 2015.

Nel frattempo cambio lavoro: da autista divento capotreno. E da Modena, mi sposto a Ferrara. Finalmente nel 2011 corono il sogno di possedere un’Alfa tutta mia. Il cuore batte per un meraviglioso Duetto IV^ serie rosso con interni in pelle color crema, ma la famiglia sta crescendo e quindi la scelta cade su una stupenda 75 Twin Spark ASN.


La curo come fosse una figlia e matto come sono, nel 2013 vendo la Focus SW (auto comoda per chi ha famiglia come me) per prendere un’altra Alfa (meno comoda della Focus, ma stavolta il cuore ha il sopravvento sulla mente) da usare ogni giorno: una 156 1.8 Twin Spark prima serie berlina, che possiedo tuttora.


Arriviamo al 2015! Mio padre, stanco di pagare il bollo alla Q4, decide seriamente di vederla. Il mio primo pensiero va subito alla Giulia e penso: “Mi è già scappata la prima dalla Famiglia, non succederà ancora”. E così prendo mio padre e gli dico: “Senti, se davvero sei deciso a darla via, vendo la 75, ti giro i soldi e me la prendo io. Te la pago, non la voglio regalata. Anche perché metà macchina è pure di mia sorella e quindi è giusto che vada così!” Non è stato facile convincerlo ma alla fine, ha ceduto. Dal canto mio, anche se rattristato dal fatto di aver dovuto vendere la 75, mi posso ritenere soddisfatto. Ho raggiunto il mio scopo: salvare da mani estranee, la “Macchina di Famiglia”, quella con cui mi son sposato e che tante soddisfazioni continua a darmi ogni volta che la guido. Ciliegina sulla torta, mia sorella ha appena acquistato una MiTo 1.4 Turbo rossa. Che dire, la storia continua…..

 

1 COMMENT

  1. Questa storia,anche se l’ho sentita dalla viva vice del narratore e protagonista e’ fra le più sentite e vere che abbia mai avuto modo di ascoltare,trasuda passione ed essere alfista allo stato puro. Grande e Grazie Nino.

    Ciccio

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