Giorgio Langella: il collaudatore Alfa che bastonava gli Yankees

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La 164 e quella Mustang cotta al barbecue.

Giorgio Langella scrive per Bialbero

Nel giugno 1989 ero a Detroit, Michigan, per i collaudi Alfa 164 versione americana. Un sabato pomeriggio al rientro di un normale collaudo mentre rientro all’hotel dove ero alloggiato mi fermo al semaforo rosso di una larga strada rettilinea e senza traffico. Si ferma a fianco a me una bellissima Mustang nera, l’avevo sentita arrivare tutta rombante. La persona a bordo, giacca e cravatta, un signore di mezza età, abbassa il finestrino e mi dice “race”? (facciamo una corsa?). Era molto pericoloso perchè la polizia era ovunque, ma come potevo evitare la corsa mentre ero in collaudo con una fantastica Alfa 164 con targa prova dello stato del Michigan?. Lui l’aveva notata. Stabiliamo il semaforo successivo, penso circa un chilometro avanti, e restiamo d’accordo che il via lo da lui. Pronti via. L’Alfa 164 3000 v6 nelle partenze era “bruciante”, prima, seconda terza sempre io davanti, arriviamo al successivo semaforo rosso e io arrivo prima di lui, anche se di poco. Ripartiamo e mi fa segno di fermarmi in una piazzola. Mi fermo, scendiamo dalle vetture, lui mi guarda e sorride. Toglie dalla tasca interna della giacca blu una bottiglietta di birra (l’avevo visto fare solo nei films) beve e mi dice ” ma questa Alfa Romeo è nuova? Si rispondo io tutto orgoglioso, e spiego nel mio non perfetto inglese alcune caratteristiche della vettura. Poi mi chiede del motore, e quanti cavalli ha. Io gli dico che è un 3000 v6 ed ha circa 180 cavalli (questo era vero poiche era catalizzata e la benzina americana mi pare che arrivasse si e no a novanta ottani. Il signore distinto si mette a ridere e mi dice “impossibile solo 180 cavalli, la mia ne ha 450 e tu non mi puoi battere”. Io rispondo sorridendo “si, è possibile perchè questa è un’Alfa Romeo”. Ci siamo sorrisi e mi pare che avesse accettato la mia risposta. D’altronde lui aveva “perso” la sfida da lui stesso cercata. Ci siamo stretti la mano e salutati molto cordialmente. Quando è risalito in vettura continuava però a guardare la 164, sembrava incredulo. Alcuni mesi dopo, in quel periodo facevo un mese a casa e un mese negli Stati Uniti sempre per i collaudi, guarda la combinazione, una sera vado in un locale in centro Detroit ad ascoltare Musica Country, ci andavo ogni tanto perchè mi piace quella musica, mi sento chiamare e mi ritrovo di fronte lo stesso distinto signore della corsa. Ci siamo cordialmente salutati, mi presenta i suoi amici, parlato un po’ anche dei collaudi Alfa Romeo, poi lui si assenta per qualche minuto. Torna e e mi dice ” Giorgio vai nella sala dei bagni c’è una sorpresa per te. Ci vado, entro nella sala e su uno dei tanti specchi c’era scritto in pennarello rosso “ciao giorgio, grande Alfa Romeo”. Emozionante la citazione “grande Alfa Romeo”. L’ho ringraziato di cuore. Anche questo aneddoto resterà sempre tra i miei ricordi Alfa Romeo.

Giorgio Langella.

Grazie Giorgio, sei la memoria storica Alfa Romeo. Benvenuto su Bialbero

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