Walter De Silva racconta: vi disegno l’Alfa Romeo Proteo

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Alfa romeo proteo bialbero.it

Alfa Romeo Proteo. Figlia unica

L’Alfa Romeo Proteo non è stata una Concept Car. Girava, eccome se girava… a Balocco. Ma partiamo dall’inizio.

La Proteo viene presentata alla stampa nel marzo del 1991, per finire ben presto tra le illustri vittime di “mamma” Fiat.

Walter De Silva, che abbiamo intervistato in occasione dei venti anni della 156, è stato il vero mattatore dell’evento organizzato da Alfa Club Abruzzo. Con nostro piacere non si è risparmiato in gustosi aneddoti di vita in Alfa Romeo. E non ha risparmiato critiche ai giochi di potere che ha vissuto in prima persona.

L’Alfa Romeo Proteo non è stata l’unica sua creatura ad essere stroncata dai Savoia. In questo articolo, ad esempio, lo stesso De Silva spiega come è andata veramente per Kamal e 166.

La prima coupè-cabriolet Alfa ha un parto, come da tradizione, travagliato. Il budget risicato, lo scarso tempo a disposizione, le pressioni piemontesi e relativi dissidi interni costringono gli uomini del Centro Stile a lavorare giorno e notte. la Proteo fu progettata a tempo di record e finita di montare praticamente la notte stessa della presentazione a Ginevra.

La sua storia di one-off è comunque interessante. Il telaio (accorciato e irrobustito) e la trazione integrale Q4 derivano dalla 164. Le ruote posteriori sono in origine sterzanti a controllo elettronico. Per poi essere manco a dirlo bocciate dal gruppo Fiat. Il V6 da tre litri è un’evoluzione del Busso a quattro valvole con doppio albero a camme per bancata e capace di 260 cavalli.

Lungimiranza De Silva.

Ma la cosa più interessante della Proteo è la sua struttura modulare. Il tetto in cristallo poteva passare automaticamente da Coupè a Cabrio. Il tutto attraverso un sofisticato sistema motorizzato di leveraggi.

Il design parte dal concetto di cuneo in quegli anni ancora in voga in Alfa Romeo, ma introduce alcuni elementi che si sarebbero visti di lì a poco su GTV e Spider. Soprattutto nella vista frontale.

Il prototipo funzionante affronta diverse sessioni di test a Balocco, e arriva a una fase di sviluppo tale da poter già pensare a una produzione in serie.

Ma poi, come per magia, la “censura” Fiat. Fiat è un po’ come il Natale: quando arriva, arriva.

Ma con Babbo Bastardo alla guida di una Multipla.

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